ASCOLTARE GLI ALTRI PUÒ RENDERE PIÙ FELICI?

Quante volte ci è capitato di parlare con gli altri senza sentirci realmente ascoltati? E quanto volte invece siamo stati noi ad essere distratti da altro e a non riuscire ad ascoltare con attenzione il nostro interlocutore? Comunicare e relazionarsi con gli altri sono per l’essere umano un bisogno fondamentale quasi quanto il bere e il mangiare. Le relazioni possono essere per noi una immensa fonte di felicità quanto una profonda causa di dolore nel momento in cui non ci soddisfano o ci deludono. Spesso però il dolore derivante dalle incomprensioni con l’altro non è legato a una reale incompatibilità ma ad una modalità di comunicazione poco efficace. Il nostro modo di interagire con le altre persone si basa proprio sulla nostra capacità di esprimere ciò che proviamo e pensiamo e sulla nostra abilità di accogliere e comprendere i segnali e le comunicazioni che arrivano dagli altri.

È vero, la vita è spesso frenetica, ci concentriamo su un compito ma contemporaneamente la nostra mente è distratta da altri pensieri, da quello che dovremo fare o dire o da ciò che è già successo e da cui non riusciamo a distaccarci. Questo ci fa perdere preziose opportunità per creare legami e connetterci con le altre persone, correndo inoltre il rischio di farli sentire trascurati, non rispettati e amareggiati. Ascoltare in modo attivo ed empatico vuol dire esprimere attivamente interesse nei confronti di ciò che l’altro ha da dire, accogliere le sue emozioni sia negative che positive senza giudicarle e senza cercare di cambiarle ma ascoltandole e comprendendole.

Come praticare l’ascolto attivo

Trova un posto tranquillo dove puoi parlare con la persona senza interruzioni o distrazioni. Invita lei o lui a condividere con te ciò che gli passa per la mente e segui le regole riportate di seguito. Non è necessario seguire ognuno degli step, ma più riesci a seguirne e più l’ascolto attivo sarà efficace.

Sette regole per un perfetto ascolto attivo:

  1. Parafrasare: una volta che l’altra persona ha finito di esprimere un pensiero, chiedi conferma su ciò che hai capito ri-esponendo il concetto con parole tue. In questo modo mostrerai di aver prestato attenzione a ciò che ti è stato detto. Puoi aiutarti a parafrasare utilizzando frasi come “Quello che mi stai dicendo è…”, oppure: “è come se…” o ancora: “se non ho capito male…”
  2. Fare domande: quando lo trovi appropriato fai domande che incoraggino l’altra persona ad elaborare e riflettere sui propri pensieri e sentimenti. Evita di saltare alle conclusioni rispetto a ciò che l’altro può intendere con le sue parole, piuttosto poni domande per chiarire ciò che l’altro sta dicendo, come per esempio: “Quando dici che_____intendi dire_____?”
  3. Esprimere empatia: se l’altra persona sta esprimendo un sentimento negativo, sforzati di validarlo piuttosto che combatterlo. Le emozioni negative non vanno negate ma accolte; solo così è possibile costruire qualcosa di positivo. Quindi se la persona con cui state parlando vi dice che è arrabbiata o frustrata, non ditegli che non deve sentirsi così, ma al contrario cercate di capire perché si sente in questo modo. Potete per esempio dire: “Capisco che la tua situazione possa essere frustrante”, oppure: “immagino che tu sia arrabbiato perché…”
  4. Esprimi coinvolgimento tramite la comunicazione non verbale: mostra all’altra persona il tuo interesse in ciò che sta dicendo tramite il linguaggio del corpo. Mantenere il contatto visivo, annuire e mantenere una postura aperta e rilassata comunicano al nostro interlocutore che siamo interessati e coinvolti in ciò che sta dicendo. Sii consapevole anche delle espressioni del tuo volto e cerca di evitare espressioni facciali di disapprovazione o disgusto.
  5. Evita di giudicare: il tuo obiettivo deve essere quello di comprendere il punto di vista del tuo interlocutore e accettarlo per ciò che è anche se non ti trovi d’accordo. Evita di interrompere l’altra persona per controbattere e mentre l’altro parla non riflettere su ciò che dovrai dire quando sarà il tuo turno ma concentrarti sull’ascoltare ciò che lui/lei ha da dire.
  6. Evita di dare dei suggerimenti: spesso ci viene automatico cercare di dare delle soluzioni ai problemi che ci vengono posti davanti. In realtà il “problem-solving” è molto più efficace quando viene utilizzato solo dopo che entrambi gli interlocutori hanno capito a pieno il punto di vista dell’altro e si sono sentiti ascoltati e compresi. Cercare di dare soluzioni troppo rapidamente può diventare controproducente.
  7. Parlate a turno: dopo che il tuo interlocutore ha avuto modo di esprimere la propria prospettiva, chiedi se va bene che anche tu esprima il tuo punto di vista. Quando parli cerca di essere il più chiaro possibile rispetto alle emozioni e ai sentimenti che provi. Può essere utile inoltre esprimere empatia per ciò che l’altra persona ha dichiarato di provare.

Perché praticare questo esercizio?

Utilizzare l’ascolto attivo aiuta ad evitare incomprensioni che possono portare a ferire i sentimenti delle persone che partecipano alla conversazione. Migliorare la comunicazione ed evitare che il dialogo si trasformi in un’escalation di aggressività e recriminazioni aiuta a far si che le relazioni diventino più soddisfacenti e durino più a lungo. In quanto esseri umani abbiamo una motivazione intrinseca all’interazione con l’altro. Le nostre relazioni influiscono profondamente sul nostro benessere e la percezione della nostra felicità. Per questo utilizzare un ascolto più attivo ed empatico ci permette di migliorare i nostri legami con le altre persone. Facendo sentire loro accolte a nostra volta ci sentiremo più efficaci ed utili donando a noi stessi una vita felice e ricca di significato.