ESSERE DAVVERO CHI SI È

La domanda “io chi sono?” è stata studiata fin dall’antichità. La convinzione di Socrate (470-399 a.C.) che lo scopo primario della filosofia fosse aumentare la felicità attraverso l’analisi e la comprensione di se stessi era espressa nella famosa frase: “Una vita non esaminata non è degna di essere vissuta”.

Il libro di Soren Kierkegaard La malattia mortale (1849) presenta l’auto analisi come un mezzo per capire il problema della disperazione, che per l’autore non scaturiva dalla depressione, bensì dall’alienazione dal proprio sé.

Secondo Kierkegaard la disperazione deriva dalla crescente consapevolezza di sé e i livelli più profondi di tele disperazione scaturiscono dall’acuta consapevolezza del proprio sé unita a un profondo disgusto. Quando qualcosa va storto, se per esempio si fallisce all’esame d’abilitazione alla professione medica, la disperazione potrebbe sembrare causata da una perdita. Secondo Kierkegaard, tuttavia, a un esame più attento è evidente che quella persona non si dispera per la cosa in sé (aver fallito l’esame), bensì per non essere altro da sé (non essere un medico in questo esempio). Quella persona voleva diventare un altro (un medico), ma adesso si ritrova con un idea di se stesso come un fallito e disperato.

Un altro esempio che porta Kierkegaard è un uomo che vuole diventare imperatore e sottolinea che, per ironia della sorte, anche se ci riuscisse abbandonerebbe in effetti il suo vecchio sè. Tanto nel desiderio quanto nel realizzarlo vuole “sbarazzarsi” di se stesso. Questo ripudio di sè secondo Kierkegaard è penoso: “se non si possiede il proprio io, se non si è se stessi, si è sopraffatti dalla disperazione.”

Tuttavia per Kierkegaard una soluzione c’è: si può giungere alla pace e all’armonia interiore trovando il coraggio di essere se stessi, anziché voler essere qualcun altro. “Il contrario della disperazione è voler essere chi davvero si è”, diceva. Era convinto che la disperazione svanisca nel momento in cui smettiamo di negare chi siamo realmente e cerchiamo di scoprire e accettare la nostra vera natura. L’enfasi di Kierkegaard sulla responsabilità individuale e sulla necessità di trovare la propria essenza e il proprio scopo nella vita è spesso ritenuta l’inizio dell’esistenzialismo filosofico. Le sue idee ispirarono direttamente la terapia esistenziale di R.D. Laing e hanno influenzato le terapie umanistiche praticate da psicologi clinici come Carl Rogers.